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Una giornata illuminante

Il 5 dicembre per me è stata una giornata illuminante! Mi ero iscritta alla Giornata della Gioia reduce da una stanchezza e fatica mentale, che mi portavo dietro da un po’ e che mi rendeva malinconica, per cui ho fatto in modo di rimanere da sola! Desideravo infatti restare in silenzio, per mettermi in posizione di ascolto: tanto non costava fatica!

Al nostro secondo appuntamento, come in una seconda puntata della ennesima serie della mia vita con titolo “Solo ascolto e relax”, mi sono messa in camera, seduta sul letto, pronta ad ascoltare; ascoltare Maurizio che parlava era anche un modo per rilassarmi perché lui, con la sua dolcezza, pacatezza e con il tono della sua voce, pensavo riuscisse a farmi distrarre, senza per questo farmi entrare nello specifico e nel mio intimo. Ma non fu così perché, mentre parlava, qualcosa o meglio direi,

Qualcuno stava lavorando dentro di me.

Al momento delle domande, lì per lì, non mi sono soffermata molto, sempre per la motivazione che mi aveva spinto solo ad ascoltare e ho pensato che fossero domande banali, soprattutto quando è arrivata l’ultima richiesta: “Scrivi almeno 5 preghiere che hai viste esaudite da Dio”. Ma che razza di domanda è? Le classiche preghiere che si fanno sono: finire gli studi, avere un buon lavoro, trovare un fidanzato, avere una famiglia e pensavo: “Sì 5 preghiere, figurati! Ne ho viste esaudite al massimo due o tre”. E neanche bene perché, ad esempio, il lavoro non è proprio quello che desideravo.

Ho cominciato a rileggerla attentamente, perché non ero più convinta di ciò che avevo pensato prima. Ho capito cosa si nascondeva dietro quella richiesta: la preghiera di cui si parlava non era rivolta solo e soltanto a me, ma a tutte le volte che avevo pregato per gli altri, i miei amici, i miei familiari, le persone che non conoscevo e che avevano espresso una richiesta di preghiera e anche loro avevano pregato per me.Lì mi sono fermata, ho pregato con tutti e poi, pian piano, mi sono sentita chiamata a rispondere con attenzione a quelle domande apparentemente troppo semplici, ma mi ha colpito soprattutto l’ultima.

 

Mi si è aperto un mondo

nfatti ho cominciato a sorridere, perché in realtà non ero in grado di scegliere le 5 preghiere esaudite, perché ne ho viste esaudite talmente tante che, anche se solo fossero state 500, direi che sono ancora poche. Mi sono rifiutata di sceglierne solo 5. 

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Ho realizzato che l’IO da solo non esiste, ma esiste il NOI, esistono i gruppi, le comunità, la Chiesa e ogni preghiera di ciascuno, rivolta all’altro, crea automaticamente una rete immensa di fili che ci unisce; di conseguenza, quando il nostro Papino esaudisce una nostra preghiera, in realtà sta esaudendo un considerevole numero di preghiere, per cui dovremmo avere un solo e immenso elenco, pur sempre riduttivo.

 

 

 

Mi sono emozionata e commossa per l’immensa bontà e la grandezza del nostro Papino

che, con una domanda così semplice, mi ha aperto il cuore, mi ha trasmesso una grande gioia, perché mi sono sentita parte attiva di una immensa famiglia di cui non mi ero resa conto: la Chiesa!

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